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Mercoledì, 12 Dicembre 2018
  • A Terni fino al 24 febbraio 2019
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  • Un giro di "vite" contro ogni pregiudizio
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  • l'impegno di ARCI
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Legalita'

L’impegno antimafia dell’ARCI si è fortemente sviluppato negli ultimi venticinque anni, dopo le stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio del 1992 in cui persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e le loro scorte. Nel 1994 ARCI Sicilia lanciò l’idea di realizzare una “Carovana Antimafia”, un viaggio nella regione per non far perdere lo spirito di ribellione al fenomeno mafioso manifestato dai siciliani dopo quei sanguinosi attentati. La Carovana nacque da un’idea di Alfio Foti, allora presidente regionale dell’Associazione e di Rita Borsellino, sorella di Paolo. Dopo la Carovana, che da manifestazione regionale è diventata poi nazionale e da cinque anni addirittura internazionale, l’ARCI è tra i protagonisti, con il suo Presidente Tom Benetollo, della nascita di “Libera” un coordinamento di associazioni contro la mafia. Nel 1996 grazie all’impegno di “Libera” e al carisma del suo portavoce don Luigi Ciotti, vengono raccolte in tutta Italia oltre un milione di firme per chiedere al Parlamento di redigere una legge per la confisca dei beni appartenuti ai mafiosi, una proposta di Pio La Torre, storico sindacalista siciliano e segretario del PCI dell’isola che venne assassinato in un agguato mafioso il 30 aprile 1982. Il Parlamento varerà quindi la “Legge La torre – Rognoni”, che prevede la concessione di beni ed immobili confiscati alla criminalità organizzata, a cooperative sociali per un riutilizzo che crei economia pulita. Sulla spinta di questo provvedimento nascerà a Corleone, nel 2000, la Cooperativa “Lavoro e non solo” della quale l’ARCI sarà tra i suoi sostenitori. La cooperativa attualmente gestisce 58 ettari di terra a Corleone, 72 ettari nel territorio di Monreale, 19 ettari a Canicattì, oltre ad un laboratorio di lavorazione dei legumi e la vecchia casa della famiglia Grizzaffi, oggi Casa Caponnetto, confiscata alla famiglia di Totò Riina. In quella casa, ogni estate dal 2008, alloggiano centinaia di giovani volontari del progetto “LiberArci dalle Spine” che scelgono di affiancare i soci della Cooperativa nell’attività agricola. “LiberArci dalle Spine” è un progetto che dal 2004 ARCI Toscana, con la collaborazione della Regione Toscana, realizza per promuovere la partecipazione dei giovani ai campi di lavoro e conoscenza in Sicilia, organizzati presso la “Lavoro e non solo”. Questo progetto rappresenta un’occasione straordinaria di diffusione della cultura della legalità e del senso civico in luoghi dove la mafia ha spadroneggiato e dove oggi è più che mai necessario rimettere in piedi una società basata sulla giustizia e sulla legalità. In Sicilia i campi vengono realizzati a Corleone, Monreale e Canicattì, nei terreni confiscati alla mafia (L. 109/96) e affidati dal Consorzio Sviluppo e Legalità e dal Comune di Canicattì alla Cooperativa. Altri campi di lavoro e conoscenza sono realizzati da ARCI in Calabria, Campania e Puglia, mentre in altre regioni d’Italia si svolgono i “Laboratori della Legalità”, utili per approfondire un fenomeno, quello mafioso, che oramai non riguarda più solo il sud d’Italia. Nel 2015 hanno partecipato ai campi circa mille ragazzi, impiegati con i soci della Cooperativa nella raccolta dei pomodori, nella vendemmia e nella sistemazione dei terreni. Dalle statistiche risulta che ogni anno circa il 70% dei partecipanti è costituito da donne, la maggior parte di loro tra i 17 e i 24 anni. Non si tratta in maggioranza di iscritti ARCI, anzi, moltissimi ragazzi provengono dal mondo Scout o da altre associazioni. Durante i campi si svolgono anche momenti di formazione con Rita Borsellino, don Luigi Ciotti, Giovanni Impastato, Pino Maniaci di “TeleJato” e altri personaggi della società civile impegnati tutti i giorni nella lotta alla criminalità organizzata. L’esperienza di ARCI Terni nel campo dell’antimafia sociale nasce con il progetto “LiberArci dalle Spine – Terni” nel gennaio 2009, quando nella Biblioteca comunale l’ARCI organizza un dibattito con Maurizio Pascucci, coordinatore del progetto toscano e la sera stessa una cena con i prodotti delle cooperative di “Libera” presso il Circolo di Prisciano. Dopo quella serata, anche a Terni inizia un percorso, insieme a singoli ed associazioni, per promuovere la nascita del comitato locale di “Libera”. Il comitato ternano ARCI, insieme alla sezione soci Unicoop di Amelia, alla CGIL e ad altre piccole realtà locali, inizierà a promuovere incontri nelle scuole e nei Circoli per favorire la partecipazione ai campi corleonesi. Dall’estate del 2009 partiranno infatti i primi volontari umbri per Corleone e dal 2011 l’ARCI di Terni gestirà la partecipazione delle ragazze e dei ragazzi della regione, ampliando anche le attività di antimafia sociale incentrandole sulla conoscenza delle infiltrazioni malavitose nel territorio e con iniziative insieme ai comuni di Narni e Amelia. In modo particolare a Narni sono in atto una serie di iniziative per ricordare in ogni Circolo un giornalista morto per mano mafiosa. Nel 2012 la Sala del Circolo “Il Parco dei Pini” di Narni Scalo è stata intitolata alla memoria di Peppino Impastato, poi nel 2013, in occasione del passaggio della “Carovana Antimafia” in Umbria, il Circolo di San Liberato ha dedicato il proprio salone polivalente a Mauro Rostagno. Negli anni sono state poi intitolate altre sale, quella del Circolo di “Cigliano” a Giancarlo Siani, quella di “Fiaiola” a Giovanni Spampinato e la Sala di “Testaccio” alla memoria di Pippo Fava. Da quest’anno poi nei circoli narnesi è possibile trovare i prodotti “Fior di Corleone”, un consorzio che riunisce i produttori onesti del territorio corleonese. Nel 2012, tramite il “progetto Memoria” del Ce.S.Vol. di Terni, abbiamo realizzato un documentario dal titolo “Lavoro e non solo, una storia di antimafia”, video realizzato a Corleone durante lo svolgimento di un campo di lavoro e conoscenza, nel quale viene illustrata l’attività della cooperativa e tutte le iniziative sociali legate all’impegno dell’ARCI e di altri soggetti nel difficile contesto corleonese. Nel 2015 i ragazzi della “Casa del Sole” di Amelia hanno partecipato ad un Campo della Legalità insieme ai loro coetanei francesi di Joigny, cittadina gemellata con il comune umbro.  Qui la testimonianza di Giulia e Elisa, due giovanissime volontarie ternane che hanno preso parte ad un campo antimafia nel luglio 2016. 

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Arci Ragazzi Amelia a Palermo con Calogero Parisi (Pres. Coop. "Lavoro e non solo") e Rita Borsellino

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