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Giovedì, 20 Giugno 2019

Presidio Antifascista - domenica 24 febbraio

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Lettera aperta al Sindaco di Terni

Signor Sindaco,
Se è vero che tre indizi costituiscono una prova, ora è finalmente chiara la strategia e gli obiettivi che guidano la sua azione politica.
Cancellare l’identità di Terni; l’identità, cioè, di una citta democratica, accogliente e antifascista.


Antifascista sì, perché a chi sostiene strumentalmente, a Terni come nel resto d’Italia, che il fascismo è finito nel 1945, rispondiamo con le parole di Umberto Eco: «L’UR – Fascismo è ancora intorno a noi, talvolta in abiti civili. Sarebbe così confortevole, per noi, se qualcuno si affacciasse sulla scena del Mondo e dicesse: “Voglio riaprire Auschwitz, voglio che le camice nere sfilino ancora in parata sulle piazze italiane”. Aimè – prosegue Eco – la vita non è così facile. L’UR-Fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue nuove forme ogni giorno, in ogni parte del mondo» (U. Eco “Il Fascismo Eterno”).
Le ricordiamo, Sindaco, che Terni è uscita dalla sciagurata guerra mondiale in cui Mussolini e il fascismo avevano trascinato l’Italia quasi completamente distrutta. Dopo quella tragedia è stata ricostruita non solo con abitazioni e infrastrutture, ma anche nelle sue rappresentanze sociali e nei luoghi di partecipazione, diventando la città accogliente e democratica che è stata finora: proprio quella identità che prima richiamavamo.
Ebbene, quell’immenso sforzo ebbe successo senza dubbio grazie all’opera lungimirante delle forze politiche che governarono la città nel dopoguerra, ma fu possibile anche grazie al prezioso contributo delle forze politiche di opposizione, che svolsero insieme ai partiti di governo un fondamentale e profondo lavoro di costruzione ed educazione collettiva della coscienza civica degli uomini e delle donne di allora.
Lei dice, sig. Sindaco, che vuol ricomporre le divisioni.
Allora si ricordi che la legge elettorale con cui è stato legittimamente eletto le ha permesso di essere il Sindaco di Terni pur essendo stato votato da una minoranza degli aventi diritto al voto. Esattamente come chi l’ha preceduto, e tanti altri Sindaci d’Italia.
Se ora Lei, come afferma, vuole essere il Sindaco di tutti, è fondamentale partire da quel dato e operare con lungimiranza nel rispetto di tutte le sensibilità, tenendo anche nel dovuto conto di un importante pezzo di città che non ha contribuito alla sua elezione e si rispecchia in valori diversi dai suoi.
Lei dice inoltre che sulle conseguenze di venti anni di dittatura fascista, terminata con la guerra e della lotta di liberazione, bisogna lavorare per superare rancori e andare a una pacificazione.
Tuttavia, come scrive Sergio Luzzatto in “La Crisi dell’Antifascismo”, è bene tenere presente che «la storia può essere condivisa, la memoria no. E se i morti, tutti i morti di quelle tragiche vicende meritano un atto di pietà collettivo, non si può non riconoscere che alcuni combatterono a fianco degli alleati per la libertà dell’Italia, altri a fianco della Germania nazista per perpetuare anche in Italia un regime dittatoriale e di asservimento del Paese. Allora – prosegue – credo sia venuto il momento di dire una cosa semplicissima, ma di dirla forte e chiara: la guerra civile combattuta in Italia tra il 1943/45 non ha bisogno di interpretazioni bipartisan che ridistribuiscano equamente ragioni e torti, elogi e necrologi. Perché certe guerre civili meritano di essere combattute. E perché la moralità della Resistenza consistette anche nella determinazione degli antifascisti di rifondare l’Italia a costo di spargere sangue».
Le chiediamo infine, sig. Sindaco, di fare chiarezza su questa stucchevole vicenda che ha visto l’Amministrazione Comunale di Terni prima giustificare un patrocinio, poi negarlo nel giro di poche ore. Come lei ben sa, millantare il patrocinio dell’Amministrazione e utilizzare impropriamente il logo comunale è un reato che un amministratore è tenuto a denunciare. In ogni caso, vista la poca chiarezza che si è determinata, riteniamo utile che nessun rappresentante della Giunta sia a presenziare un’niziativa con quelle caratteristiche.

ANPI, ARCI, CGIL, COMITATO BENI COMUNI 11.1, COORDINAMENTO DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE, IL PETTIROSSO, L’ALTRA EUROPA PER TSIPRAS, LIBERA, MOVIMENTO DEMOCRATICI PROGRESSISTI – ARTICOLO 1, PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA, PARTITO DEMOCRATICO, POSSIBILE, POTERE AL POPOLO, SINISTRA ITALIANA, TERNI DONNE.

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