
E' iniziata ieri sera l'invasione di terra a Gaza. Per tutta la notte una pioggia di fuoco si è abbattuta sulla Striscia di Gaza, colpita dall'aviazione, dalla marina e dalla fanteria isreliane.
Dopo la punizione 'collettiva' inflitta agli abitanti di quella martoriata terra, dopo gli intensi bombardamenti durati dieci giorni, con distruzione di case, di scuole, di ospedali che hanno provocato più di duecento morti, fra cui tanti bambini e civili inermi, e migliaia di feriti, il governo israeliano continua la sua feroce repressione, con uno spiegamento di mezzi e uomini che non lascia scampo.
Chiediamo che la comunità internazionale, l'Europa, il nostro governo intervengano con decisione perché Israele ritiri immediatamente le sue truppe dalla Striscia, si fermino le armi, si ristabilisca la legalità internazionale. Spetta innanzitutto all'occupante, sulla base del diritto internazionale, garantire la sicurezza degli abitanti dei territori che occupano. Non procedere al loro sterminio, come sistematicamente sta invece facendo Israele.
Adesso il primo obiettivo che tutti dobbiamo porci è la salvaguardia delle vite umane. Per questo va immediatamente proclamato il cessate il fuoco e Israele deve ritirarsi dalla Striscia.
E' questa anche la precondizione perché si possa tentare di riavviare un dialogo, per l'apertura di un processo di pace, perché davvero si realizzi il sogno di due popoli per due stati.
In questo momento così drammatico, ci tornano in mente le parole di Vittorio Arrigoni, militante per la pace e giornalista, che da Gaza, durante un attacco israeliano, scrisse "Ho una videocamera con me, ma ho scoperto oggi di essere un pessimo cameraman. Non riesco a riprendere i corpi maciullati e i volti in lacrime. Non riesco perché piango anch'io".
Roma, 18 luglio 2014 ARCI NAZIONALE

All'interno della cornice floreale di "Orvieto in Fiore" ,Radiorvieto Web e Magazzino delle idee festeggiano insieme i loro rispettivi finali di stagione tornando a portare grande musica,sorrisi e bella energia nel cortile interno del Civico n.3 di Corso Cavour (la piazzetta antistante la Libreria Parole Ribelli)
IL MAGAZZINO DELLE IDEE & RADIO ORVIETO WEB
in collaborazione con "Orvieto in fiore" presentano
"L'IMPORTANTE E' FINIRE- Musica in Cortile
VENERDI' 6 GIUGNO
ore 17.00- Alice Sforza presenta "L'Inventafiabe" (Workshop per bambini 6-11 anni , partecipazione a offerta; a cura dell' Ass. Cult. "VIVA", Orvieto)
dalle ore 22.00
Les Cerveaux Maléfiques (musicisti-attori in acustica version)
Elena no (Tributo a Lucio Battisti)
SABATO 7 GIUGNO, dalle ore 22.00
Malandragem (latin rock-reggae-electro/dub)
Tre pazzi avanti (folk-rock d'autore)
DOMENICA 8 GIUGNO, dalle ore 22.00
"TORNO SUBITO" - I musicisti orvietani ricordano Fernando "Pioggia" Maiotti e il suo mandolino
Whisky & Michele (Orvietan Hard Stornellation)
L'Arci non ha diffamato l'ex ministro Maroni.
Il Tribunale di Roma respinge il suo ricorso giudicando veritieri i fatti denunciati e ammissibili le critiche al suo operato
E' stata depositata ieri sera la sentenza con cui il Tribunale di Roma respinge la richiesta dell'ex ministro Maroni di perseguire l'Arci per diffamazione.
La vicenda risale al 2009, quando l'allora Ministro degli Interni citò in giudizio l'associazione per una dichiarazione del responsabile immigrazione Filippo Miraglia, rilasciata nel luglio del 2008, che Maroni giudicò lesiva della propria immagine e reputazione.
Nel comunicato stampa si faceva riferimento all'ordine impartito alle prefetture dal ministero dell'Interno di imporre ai dirigenti scolastici la schedatura degli studenti stranieri, con particolare attenzione ai minori rom, sinti e camminanti. L'Arci denunciò il carattere discriminatorio, razzista e persecutorio nei confronti delle minoranze etniche di questa misura, oltre che intimidatorio nei confronti dei dirigenti scolastici, degli insegnanti e delle famiglie dei ragazzi stranieri, e ne chiese l'immediato ritiro.
Il giudice, accogliendo le argomentazioni della difesa (le avvocate Cordaro e Sinopoli, dirigenti Arci), nella sentenza afferma che l'intento diffamatorio non esiste poiché la notizia pubblicata rispondeva a requisiti di verità e quindi rientrava nel diritto costituzionalmente garantito alla libertà di informazione. Mentre i termini adottati per censurare l'iniziativa del ministro vengono ritenuti consoni ai fatti denunciati e rientranti nel libero esercizio del diritto di critica, che ovviamente si fonda su interpretazioni soggettive. Secondo il giudice, le espressioni usate 'non fuoriescono dalla correttezza verbale' né possono ritenersi 'oggettivamente offensive o volgari'. Insomma, riconosciuti come veri i fatti denunciati, le espressioni come 'persecuzione' o 'volontà intimidatoria' vanno ritenute ammissibili e non perseguibile chi le ha utilizzate.
Una sentenza importante dunque, oltre che per il dispositivo (la non procedibilità contro l'Arci), anche e soprattutto per le motivazioni che giustificano tale decisione.
Un incoraggiamento per chi, come noi, si batte da sempre contro qualsiasi forma di discriminazione e per l'affermazione dei diritti di tutte e tutti, siano essi cittadini italiani o stranieri.
Roma, 15 maggio 2014